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Licenziamento illegittimo: cosa fare, quali sono i tuoi diritti e come ottenere il risarcimento

Licenziamento illegittimo

Licenziamento illegittimo: cosa fare, quali sono i tuoi diritti e come ottenere il risarcimento?

Si parla di licenziamento illegittimo quando il datore di lavoro interrompe il rapporto senza rispettare la legge o il contratto collettivo di riferimento, ad esempio perché il motivo addotto a fondamento del licenziamento è insussistente, perché non è stata seguita la corretta procedura disciplinare, oppure perché il recesso è discriminatorio o ritorsivo.

In questi casi il lavoratore ha diritto a una tutela che può essere: la reintegra nel posto di lavoro, il riconoscimento di un’indennità economica, oppure un risarcimento, parametrato all’anzianità di servizio, a seconda del tipo di rapporto (tempo indeterminato/determinato, dimensioni dell’azienda, settore).

Cosa fare se ricevi una lettera di licenziamento?

1) Non firmare nulla “per accettazione” senza aver letto e compreso il contenuto. È fondamentale distinguere tra firma “per ricevuta” e firma “per accettazione” del licenziamento o di eventuali accordi, ad esempio in sede sindacale o davanti all’Ispettorato.

Assicurati poi di aver ben compreso il contenuto del documento prima di procedere alla firma.

Prima di sottoscrivere qualsiasi documento, soprattutto in una fase così delicata, è consigliato farsi assistere da un avvocato.

2) Conserva tutta la documentazione. Conserva la lettera di licenziamento, le contestazioni disciplinari, le e-mail, i messaggi, i documenti aziendali, le buste paga. La documentazione relativa al rapporto di lavoro può essere utile al fine di ricostruire la vicenda e l’illegittimità del recesso.

3) Rispetta i termini per impugnare il licenziamento. La legge prevede termini stringenti e tassativi per contestare il licenziamento. Decorsi tali termini si rischia di perdere ogni tutela giuridica, anche nel caso in cui il licenziamento era illegittimo. Per questo si ricorda di rivolgersi immediatamente ad un professionista.

Quando il licenziamento può essere illegittimo?

Si indicano di seguito alcune delle situazioni più comuni di licenziamento illegittimo:

  • Mancanza di giusta causa o di giustificato motivo: quando i fatti contestati non sono sufficientemente gravi oppure non sono provati;
  • Licenziamento discriminatorio: quando il licenziamento e dovuto a motivi di sesso, età, orientamento sessuale, opinioni politiche, appartenenza sindacale, gravidanza e maternità;
  • Licenziamento ritorsivo: collegato ad una reazione dell’azienda a un comportamento legittimo del lavoratore (es. richiesta straordinari non pagati, segnalazione di illeciti);
  • Vizi procedurali: per mancato rispetto della procedura disciplinare, assenza di contestazione preventiva, mancato rispetto dei termini a difesa, omissione dell’audizione a richiesta del lavoratore;
  • Vizi formali nella lettera di licenziamento: la lettera di licenziamento indica motivi generici o incomprensibili, mancanza di indicazione del motivo, violazione delle previsioni del contratto collettivo.

Ogni caso ha le sue peculiarità, per questo una valutazione specifica è indispensabile per capire quale tutela concreta si può ottenere.

Quali tutele spettano al lavoratore?

Le conseguenze di un licenziamento illegittimo variano in base a diversi fattori (es: data di assunzione, dimensioni dell’azienda, tipo di vizio, settore).

A seconda dei casi le tutele potranno essere:

A) La reintegra nel posto di lavoro: riconosciuta tipicamente nei casi di licenziamento discriminatorio o nullo, e in alcune ipotesi di insussistenza del fatto contestato. Il datore di lavoro è obbligato a riassumere il lavoratore e a corrispondere una parte delle retribuzioni maturate.

B) Indennità risarcitoria: quando non è prevista la reintegra, al lavoratore spetta un’indennità economica parametrata all’anzianità e alle circostanze del caso (entro un range minimo/massimo stabilito dalla legge).

C) Accordi transattivi: spesso, prima o durante il giudizio, è possibile trovare un accordo che preveda la rinuncia al posto di lavoro in cambio di una somma di denaro, certificata in sede protetta (sindacale, Ispettorato, commissioni di conciliazione).

In una situazione così delicata un avvocato può aiutarti a valutare quale tipologia di rimedio risulta più adatta al caso concreto, tenendo conto dei tuoi obiettivi. Il nostro studio legale può supportare il lavoratore nella valutazione della lettera di licenziamento, nella scelta della strategia e nella gestione dell’intero contenzioso.

Per qualsiasi informazione contattaci all’indirizzo info@cflegal.it oppure contattandoci direttamente, anche tramite WhatsApp, ai numeri 3311103740 oppure 3331039318.

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